# {#29} AcufEni
*La secca del Mincio ha sfibrato la campagna mantovana tutta l'estate. Sono oramai tre anni che a luglio la centrale elettrica di Ponti si deve fermare, e solo in questi primi giorni di settembre 2033 si pensa di riavviarla, dopo alcuni rovesci torrenziali per San Gregorio. I movimenti che per anni hanno tentato di scuotere l'opinione pubblica sono però oramai un rumore di fondo: all'ultima COP37 - tenutasi nella zona rossa di una Lagos blindata e surreale - un consenso generale fra Paesi sviluppati ed emergenti ha convenuto di "monitorare il progresso delle temperature globali per intervenire puntualmente con mezzi di controllo della radiazione solare là dove occorra", aprendo la strada a grandi investimenti in geo-ingegneria. Alla testa di questi interventi sono i giganti dell'energia, fra cui l'italiana Eni, il cui logo campeggia - con una sfumatura blu-verde - in testa ai gonfaloni dell'edizione 2033 di Festivaletteratura di Mantova. Il programma è fitto di eventi che ci invitano a riflettere su come - in futuro - la crisi climatica possa essere irreversibile, su come - in futuro - la nostra agricoltura possa essere messa in ginocchio, su come - in futuro - un cambiamento dei nostri modi di produzione sia desiderabile. C'è anche un evento conclusivo sponsorizzato direttamente da Eni e animato da un attore di fama regionale in cui il pubblico si interrogherà sulla vanità delle azioni collettive e di come Pangloss in Candido - alla fin fine - avesse le sue buone ragioni. Il Festival si svolge in tranquillità: dopo le ultime esperienze, ha luogo in una zona protetta della città, con accesso riservato ai detentori di un biglietto dal costo di 50 euro.*

È uno scenario (in)verosimile quello che descriviamo qui sopra. Dal 2017 eXtemporanea ha partecipato a Festivaletteratura di Mantova con *Scienceground*, una serie di eventi in larga parte gratuiti volti al pubblico del festival per incontrarsi e riflettere sul rapporto fra le tensioni della nostra società in generale e le idee e i metodi della scienza, le loro dipendenze reciproche, le loro connessioni inaspettate.
Nelle ultime edizioni del Festival il tema della crisi climatica si è fatto importante e *Scienceground* stessa è stata stanza, nella più grande casa del Festival, per diversi eventi mossi su questo tema: un *crash course* di [dinamica del clima](https://2021.festivaletteratura.it/scienceground/lavagne/); collaborazioni con esperti ed esperte (fra cui climatologi come [Elisa Palazzi](https://youtu.be/tcMfZNa-Ewk?feature=shared) e [Davide Faranda](https://www.youtube.com/live/D_h_7g5TfI0?si=G2UERP-8hWLxVKEy), ecologi come [Marco Bartoli](https://www.festivaletteratura.it/it/racconti/l-ecologia-a-portata-di-tutti) e antropologi come [Mauro Van Aken](https://www.extemporanea.eu/laboratori-scienceground-1-625/)); [letture collettive](https://www.extemporanea.eu/libere-letture-scienceground-1-625/) di saggi, opere fiction e non-fiction su questi temi; esplorazione dell'ecosistema mantovano attraverso laboratori (come quello sulle [microplastiche](https://2021.festivaletteratura.it/scienceground/laboratori/microplastiche/)) e [passeggiate guidate](https://viafluminis.festivaletteratura.it/) attraverso l'ecosistema dei laghi mantovani. Queste attività hanno cercato di mettere in luce anche gli aspetti piu critici del fare ricerca e parlare di clima (e più in generale di produzione di conoscenza scientifica) oggi.

Una tensione è però sempre stata evidente fra i nostri crescenti interessi per l'urgenza climatica e la struttura del festival: uno dei finanziatori maggiori del Festival è Eni, il gigante energetico italiano che in tante (troppe) occasioni è rimasto coinvolto in varie operazioni di greenwhasing (alcune passate in giudicato [LINK]). Vari attori del Festival e dello scenario Mantovano (autori, pubblico, movimenti come Fridays For Future Mantova) e noi stesse di eXtemporanea abbiamo cominciato a preoccuparci del rischio che il festival fosse strumentalmente usato come opportunità di re-branding da parte di attori economico-finanziari che, come Eni, si sono trovati in difficoltà negli ultimi anni, quando uno schiacciante consenso scientifico ha dimostrato la necessità dell'interruzione delle loro attività e quando movimenti ambientalisti giovanili hanno cominciato a scendere in strada.
Le nostre preoccupazioni si sono fatte più concrete nell'edizione del 2022, dove varie e minime forme di discussione o contestazione del ruolo di Eni al festival sono state causa di dissapore -- anche preventivo -- fra le diverse anime che organizzano e si occupano del festival. Alla luce di quegli eventi, abbiamo provato a instaurare un dialogo con gli organizzatori del Festival, per esplorare la possibilità di costruire vie d'uscita dal finanziamento fossile, seguendo per altro la traiettoria di grandi istituzioni culturali (per esempio, il [British Museum](https://www.theguardian.com/culture/2023/jun/02/british-museum-ends-bp-sponsorship-deal-after-27-years)), ma abbiamo in sostanza trovato un muro di gomma, in cui poco se non nulla delle nostre preoccupazioni ha risuonato con l'anima di chi il Festival lo disegna.
[QUI SAREBBE BELLO TROVARE ALTRI ESEMPI DI EVENTI CULTURALI CHE RIFIUTANO IL CULTURE WASHING]
[CITARE QUI LA LETTERA? + RINGRAZIAMENTI AI FIRMATARI]

A quel punto abbiamo tratto le nostre conclusioni individualmente e molte delle anime di eXtemporanea hanno trovato che il divario fra la loro coscienza e gli orizzonti del Festival fosse troppo vasto. Collettivamente, eXtemporanea ha deciso di non partecipare con *Scienceground* a Festivaletteratura 2023. Ovviamente, la questione di fondo non è mutata, come hanno dimostrato eventi di repressione del dissenso manifestato da Fridays For Future, eventi che hanno avuto luogo e fatto scalpore in Mantova, proprio in [quest'ultima edizione](https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/09/13/festival-di-mantova-lattivista-di-fridays-for-future-pasotto-fermata-dalla-polizia-allevento-sponsorizzato-da-eni-avevo-solo-due-cartelloni/7290952/).
[QUI volevo aggiungere un paragone con gli eventi del Book Fest di Edimburgo]
Dove ci lascia questo percorso? L'esperienza di Scienceground a Festivaletteratura negli anni ha accumulato risorse e materiali che crediamo possano essere di aiuto per meglio comprendere le difficoltà che investono la scienza di oggi e il suo rapporto con la società più in generale. La comunità eXtemporanea che lo animava ha vissuto il meccanismo del cosidetto *culture washing*, le pressioni implicite ed esplicite per cui varie forme di mecenatismo divengono funzionali ~~al controllo~~ alla canalizzazione dell'offerta culturale al fine di diluire critiche e opposizioni, o peggio ancora di renderle funzionali alla loro pubblicistica - e così di "mondar l'immondo".
Forse potremmo recuperare e organizzare quel materiale per una più vasta fruibilità e per disegnare nuovi percorsi con le varie anime amiche che abbiamo incontrato lungo il percorso. Oppure imbastire un discorso strutturato sul *culture washing*. Forse la nostra esperienza sarà _humus_ per altre esperienze.