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# GODDESSESS - FOGLIO NOTE CONDIVISO
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# MARY (Barbara Tosti) 2022
## link all'immagine da scaricare:
ORIGINALE (Barbara)
https://drive.google.com/file/d/1ch5mjlfTAXJxwdKRD0gwNDCUbflJclnm/view?usp=sharing
CRISTIANA
https://drive.google.com/file/d/1_pwUQdFI3c8qQSrto7OQH8X_pcxYNmt4/view?usp=sharing
VANESA
https://drive.google.com/file/d/1lVC-7afYDK847J6_um4r4rsgg3E6-c0Z/view?userstoinvite=spacedivers@gmail.com&ts=621e6e75
SERENA
https://drive.google.com/file/d/1exCQFqWjoPaVAo4fE8BAD7Y4Z6dxnZGq/view?usp=sharing
ISA
https://drive.google.com/file/d/12q55bJqsyqOtjiDVriw1t8Jrx_uq1YET/view?usp=sharing
## note (bozza CENT):
Tutti conosciamo Maria, madre di Gesù, ci è stata presentata fin dall'infanzia, e per qualcuno anche molto prima di nascere, come figura di madre, come immagine ed esempio del femminile, soprattutto di molte qualità remissive del femminile, quindi non esattamente come una Dea… piuttosto come un archetipo.
Nella mia visione del linguaggio e di come tendiamo ad organizzarlo per comunicare un archetipo non è lontano da un mito ed ogni storia è una narrazione umana.
Vera a se stessa, nostra creazione di coscienza ed emanante la propria energia.
Iniziamo questa costruzione collettiva di nuove narrative con Maria.
**D'ora in poi, MARIA È UNA DEA!**
Intenti e volontà le trovate nel mio bando perpetuo "GODDESSES as a way to rethink the feminine through women art" https://beta.cent.co/barbaratosti/+lx3woh
Ho scelto Maria o lei ha scelto me? No, nessuna scelta, semplicemente la Maria da me interiorizzata negli anni è venuta a galla richiedendo un restyle, una lustratina, una messa a nuovo, ...un aggiornamento.
Durante una meditazione mindfulness chiamata “being present” Maria è emersa, delicatamente ha preso forma e consistenza, si è mostrata spoglia e la mia immaginazione le ha proposto una nuova veste, apparentemente le piaceva, ed il volto di chi doveva essere Maria si è presentato, poichè, era chiaro ormai, dovevo partire da una fotografia.
**Maria ve la presento fiorita, rigogliosa, nutrice e succosa, una grande madre che riconquista il suo femminile, la sua maternità non è un servizio dovuto ad un padre, ad un marito o ad un figlio, la maternità è la via che la vita trova per riaffermarsi, è lasciar agire Gaia, è selvatica, alchemica, custode.
Il frutto del suo seno è Gesù, è il figlio indipendente, il figlio degli uomini, l’abitante di Gaia.**
(qui immagine, con didascalia Narrandomnia "questo layer è disponibile per ulteriori interventi ed elaborazioni attraverso il progetto Narrandomnia")
…questa prima bozza la consegno alla prima donna che vuole lavorare a Maria, lascio come ispirazione questa frase che il mio intuito suggerisce:
**“sono qui vicina e sono anche profonda, non posso mostrare il mio volto per non perdere la mia conoscenza”**
e questo è il percorso di Maria:
(immagine e poi il testo)
CRISTIANA: **dal ventre di Maria nasce un vortice di energia, una forza di millenni che erompe come un'onda di vita, e fa nascere piante e fiori**.
VANESA: **io dono a Maria le qualità di Ecate... vita e morte si trasmutano nel ciclo infinito della luce. La luce si materializza e la materia si fonde con il tutto sotto forma di energia per iniziare un nuovo ciclo, e così si ripete, in una spirale infinita che cambia solo sulle superfici, una dopo l'altra, riconfigurandosi e rinascendo mille volte, in differenti forme ma con le stesse due facce... tenebre e luce, che fanno parte della stessa moneta, della stessa foglia: l'esistenza. Come detto anticamente, da una parte la foglia di pioppo ha la luce e dall'altra l'oscurità... uno stato legato a Ecate, a quella presenza che da tempo immemorabile media tra i due mondi, che ha sperimentato e raccolto informazioni per molti irraggiungibili attraverso gli evi... Madre maga onnipotente, Dea della vita e della morte il cui nome è cambiato molte volte nel corso degli anni, nelle varie culture, così come la sua rappresentazione fisica nel mondo che conosciamo. Invocata, temuta, lodata, la sua potente "presenza" -al di là del bene e del male- abbraccia l'unicità e si fonde nell'esistenza stessa, mentre il suo immenso potere si impadronisce di tutto nelle notti di luna nuova per celebrare, elevare la magia e rimanere immutabile anche nei nostri tempi più materialistici.**
SERENA: **water is the mother: viviamo aggrappati in un grumo di Acqua, roteando nel freddo secco dell'universo**.
ISA "Sangue di fuoco come lava che genera scintille che si depositano sul corpo di Maria lasciando cicatrici a cui attribuire il proprio significato."
Eccola, arricchita di questi interventi artistici torna a me ed io la accolgo e la ascolto per coronare il suo viaggio con un ultima elaborazione, difficile invero, perché Maria non è ancora avvezza ai nuovi abiti ricevuti, allo specchiarsi in se stessa ed a potersi esprimere così liberamente.
Dice "io sono" e torna a riempire il suo spazio.
Inizialmente si veste di caos, si lascia permeare dal luogo generativo di ogni forma manifesta, il tutto possibile la attraversa e lei resta, attenta e viva, nel profondo silenzio getta ami ai bagliori di se stessa, li riconosce e li cattura.
Poi apre gli occhi e la luce le preme da dentro per incontrare il sole, i cui raggi le corrono incontro e accade la pace. Maria è ora una piccola Dea.
Eccola nei due stadi della sua prima manifestazione.
Sento che la storia è appena iniziata, sentiremo ancora parlare di lei, in questo blog o altrove...
## (inglese:)
We all know Mary, mother of Jesus, she was introduced to us from childhood, and for some even long before birth, as a mother figure, as an image and example of the feminine, especially representative of many submissive qualities of the feminine, therefore not exactly like a Goddess ... rather like an archetype.
In my view of language and how we tend to organize it to communicate an archetype it is not far from a myth and every story is a human narrative.
Every story is true to itsef, created from our consciousness and emanating her own energy.
We begin this collective construction of new narratives with Maria.
**From now on, MARY IS A GODDESS!**
Intent and will can be found in my perpetual announcement "GODDESSES as a way to rethink the feminine through women art" https://beta.cent.co/barbaratosti/+lx3woh
Did I choose Maria or did she choose me? No, no choice, simply the Maria that I have internalized over the years has come to the surface requesting a restyle, a glitter, a refurbishment, ... an update.
During a mindfulness meditation called "being present" Maria emerged, delicately took shape and consistency, showed herself naked of pointless significance and my imagination offered her a new dress, apparently she liked it, and the face of who Mary should have been presented itself , since, it was clear by now, I had to start from a photograph.
** I present Mary to you flowered, luxuriant, nurturing and juicy, a great mother who regains her feminine nature, her motherhood is not a service due to a father, a husband or a son, motherhood is the way that her life finds in order to reassert itself, it is letting Gaia act, she is wild, alchemical, guardian.
The fruit of her womb is Jesus, he is the independent son, the son of men, the inhabitant of Gaia. **
(here image, with Narrandomnia caption "this layer is available for further interventions and elaborations through the Narrandomnia project")
... this first draft I give to the first woman who wants to work on Maria, I leave as inspiration this phrase that my intuition suggests:
** "I'm close here and I'm also deep, I can't show my face to avoid lose my knowledge" **
and this is Mary's path:
(image and then the text)
CHRISTIAN: ** a vortex of energy is born from the womb of Mary, a force of millennia that erupts like a wave of life, and gives birth to plants and flowers **.
VANESA: ** I give to Mary the qualities of Hecate ... life and death are transmuted in the infinite cycle of light. The light materializes and the matter merges with the whole in the form of energy to start a new cycle, and so it repeats itself, in an infinite spiral that changes only on the surfaces, one after the other, reconfiguring and reborn a thousand times, in different forms but with the same two faces ... darkness and light, which are part of the same coin, of the same leaf: existence. As said in ancient times, on the one side the poplar leaf has light and on the other dark ... a state linked to Hecate, to that presence that has mediated between the two worlds since time immemorial, which has experimented and collected information for many unreachable through the ages ... Mother sorceress omnipotent, Goddess of life and death whose name has changed many times over the years, in various cultures, as well as her physical representation in the world we know. Invoked, feared, praised, its powerful "presence" - beyond good and evil - embraces uniqueness and merges into existence itself, while its immense power takes hold of everything in the nights of the new moon to celebrate , elevate magic and remain immutable even in our higly materialistic times. **
SERENA: ** water is the mother: we live clinging to a lump of Water, spinning in the dry cold of the universe **.
ISA** "Blood of fire like lava, generates sparks that settle on the body of Mary leaving scars to which attribute their own meaning.**"
Here she is, enriched of artistic interventions, she comes back to me and I welcome her and listen to her preparing to crown her journey with a final elaboration, difficult indeed, because Mary is not yet accustomed to the new clothes received, to mirror herself and to be able to express herself so freely.
She says "I am" and returns to fill her space.
Initially she dresses in chaos, she lets herself be permeated by the generative place of every manifest form, everything possible passes through her and she remains, attentive and alive, in deep silence she throws hooks at the gleams of herself, recognizes them and captures them.
She then she opens her eyes and the light presses from within to meet the sun, whose rays run towards her and peace occurs. Maria is now a little Goddess.
Here she is in the two stages of her first manifestation.
I feel that the story has just begun, we will hear more about her, in this blog or elsewhere ...
## ricerche (non verranno pubblicate al momento, solo di ispirazione):
Qual è l’origine del Sacro Cuore
La figura del Sacro Cuore fu rivelata in visione a una suora francese di nome Mary Marguerite Alacocque nel diciassettesimo secolo.
Nelle sue memoria, Suor Alacocque descrisse così la visione che ebbe del Sacro Cuore: “Il Sacro Cuore apparve su un trono di fiamme, più splendente del sole e trasparente come cristallo, contornato da una corona di spine a rappresentare i danni causati dai nostri peccati. E aveva sopra una croce, perché da quando fu formato, era già pieno di amarezza…”.
Ed è proprio con queste caratteristiche che il Sacro Cuore venne spesso rappresentato nei luoghi di culto e sui testi religiosi.
Si potrebbe pensare che il Sacro Cuore fosse un simbolo positivo ben accetto dal clero, ma non fu esattamente così. La rappresentazione artistica del Sacro Cuore preoccupava invece le file ecclesiastiche, perché spesso non includeva né la Madonna né Cristo stesso. Il culto del Sacro Cuore divenne talmente diffuso, specialmente tra i poveri, che alcuni luoghi di culto vennero eretti appositamente per adorarlo.
Il motivo è semplice, ma non scontato. Si narra che il vescovo di Marsiglia consacrò la sua diocesi al Sacro Cuore per scongiurare la piaga che stava decimando la popolazione della città.
Incredibilmente, l’area circostante rimase immune alla malattia e il Sacro Cuore guadagnò un’enorme popolarità come simbolo di buona fortuna e protezione divina.
http://www.marcovuyet.com/ALARMA%20LA%20SACRA%20FIAMMA%20DEL%20BAPHOMET.htm
STRANO ARTICOLO MA MOLTO INTERESSANTE E RICCO DI suggerimenti alchemici e IMMAGINI (non descrive il mio intento nel rappresentare Maria ma va guardato )
http://archeosofica.org/it/il-centro-del-cuore/
ARTICOLO INTERESSANTE PER LE DISSERTAZIONI esoteriche SUL CUORE
## TESTO COLLABORATIVO:
(che siate una o più scrittrici potete lavorare direttamente qui o postare il risultato)-> per ora facciamo senza, ma metto il mio layer in Narrandomnia
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# PERSEFONE (Francesca Fretti)
## link all'immagine da scaricare:
## note:
vorrei condividervi un brano del mio libro in cui descrivo la mia personale visione di Persefone, che io chiamo Melagrama. È una parte del racconto quindi ci sono altri personaggi ma c’è Lei al centro dell’azione. Appare poche volte nel libro ma gira tutto intorno al suo mito.
Melagrama la si vedeva da distante, l'intero corpo era allungato e sottile, come un’ombra della sera. Una cascata di capelli blu alchemico scendeva a terra e si perdeva nel buio. Gli occhi in quell’oscurità perenne erano divenuti bianchi e lattiginosi, la pelle era dello stesso colore dell’ossidiana che la circondava. Tutta la sua figura riluceva della meravigliosa luce del buio. Uno sciame di falene le volava intorno, sbattendo le ali le facevano precipitare addosso una pioggia polverosa, che si depositava su di lei prendendo forma di indumenti. Le falene fabbricavano per lei abiti sontuosi, adeguati alla Regina delle Ombre che non amava inutili fronzoli, ma la scintillante bellezza della notte. L'unico rimpianto di Melagrama là sotto era di non potere vedere il cielo notturno, le stelle, la luna. Allora le falene premurose, che tutte le notti svolazzavano sotto il cielo, riproducevano il firmamento sul suo mantello.
Quando arrivammo al suo cospetto, era nel suo giardino segreto, tra piccole creature informi che brulicavano ai suoi piedi, i sogni e gli incubi che nascevano lì. M'inchinai e Fosco m’imitò.
Lei non disse nulla, ci venne incontro con i suoi occhi spettrali fissi su di noi. Sorrideva. Fosco prese coraggio e fece per parlare per perorare la sua causa, ma lei dolcemente scosse la testa e gli fece capire di tacere. Si avvicinò ancora. Le sue lunghe mani dalle dita sinuose slacciarono lentamente il cordoncino che teneva chiuso il mantello, lo spalancò allargando le braccia, sotto non c’era un corpo ma densa oscurità in cui qualcosa vorticava e pulsava, fino a diventare impressione di donna dai grandi occhi da uccello notturno e un ampio sorriso. Come una nebbia tetra avanzò verso Fosco, lui fece un passo indietro ma si fermò subito, respirando profondamente per recuperare coraggio e dignità. Gli spessi occhiali dello scrittore si erano appannati, e lui se li tolse per pulirli, stava lì in piedi nell’oltretomba un po’ tremante, con il fantasma di Epifania che gli strisciava intorno, e cercava in quel gesto normale e conosciuto un poco di conforto. Prima una lente e poi l’altra. Si rimise gli occhiali e alzò il viso, a guardare lo spirito della donna che gli fluttuava di fronte con espressione severa.
“Mi dispiace Fanny…” disse, e prese a singhiozzare piegandosi su sé stesso, come in un inchino. Fosco riprese il controllo di sé, e guardò di nuovo la nube nera che conteneva l’impressione di Fanny. “Mi dispiace!” ripeté. Lei vibrò in un sorriso e si espanse ad avvolgerlo tutto, fino che anche lui non fu altro che nube e impressione di uomo, mescolato a lei, indivisibili, e allora rientrarono insieme sotto al mantello di Melagrama, che lo richiuse. Riallacciò il cordino bisbigliando con voce composta da note diverse che suonavano contemporaneamente: “In me sono tutti contenuti, io tutto comprendo” e mi sorrise, mi accarezzò il viso e tornò alle piccole creature che affollavano il suo giardino.
(da l’Ossimoro Sorridente, Francesca Fretti)
## ricerche:
## TESTO COLLABORATIVO:
(che siate una o più scrittrici potete lavorare direttamente qui o postare il risultato)
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# MEDB (Cristiana Vettor)
## link all'immagine da scaricare:
https://drive.google.com/file/d/1VEvG9iBoVvI2W1lH3rn1JWNFjPX9OXcW/view?usp=sharing (Cristiana se riesci ad esportare un immagine a più alta risoluzione è meglio, poi cambiamo questo link, io ho già iniziato uno strato intanto...)
## note:
Meduna - Medb
La valle conserva un’aura di mistero fortissimo, che ne rende l’attraversamento un’esperienza forte, carica di strani presagi. Saranno le pareti rocciose delle montagne che scendono a picco sulle acque immote dei laghi, le pozze smeraldine della Meduna, capaci di riflettere una luce strana, evocazione di chissà quali energie che si celano in queste contrade. E certamente ci sarà un motivo, se è vero che miti, storie, suoni e sogni hanno aleggiato sulle acque della Meduna, antica madre di uomini e di dei.
La radice del toponimo celtico Medb si ritrova in diverse località dell’Irlanda, ed è connesso a rituali simposiaci e sciamanici a base di medu, ovvero idromele, riferibile al culto di un’antica dea, la dea Meduna, per l’appunto, che qui avrebbe avuto i suoi santuari più importanti. Medb nell’antica tradizione gaelica sarebbe infatti “colei che inebria” ei fiume di Medb va inteso, nelle saghe antiche, come un fiume inebriante, capace di conferire furore e dolce smarrimento a coloro che vi si immergono. Mĕdŭā, è la regina di Connacht, la “grande Medb”, signora misteriosa e oscura dea della guerra, del furore, dell’invasamento inebriante dei guerrieri.
L’acqua dei fiumi della mia terra mi sussurra storie antiche, riti guidati da una forza sotterranea e immortale che scorre sotto i miei piedi, che risale e trova dimora nel mio cuore.
Qui le voci dell’acqua, delle piante e degli animali che popolano la mia terra si fondono in un unico canto di gioia, e mi invitano a farne parte.
Cristiana, sono Barbara, leggendo la storia ed osservando Medb mi è emersa un immagine chiara, un dono alla sua figura, un armatura che indossa nella sua veste guerriera, un energia che ho conosciuto e conosco, che dalle profondità oscure della terra porta fuori energie di presenza ed azione, che collega , spiazza, è….
## ricerche:
## TESTO COLLABORATIVO:
(che siate una o più scrittrici potete lavorare direttamente qui o postare il risultato)
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# HECATE (Vanesa Stati)
testo usato in MARY:
"Vita e morte si trasmutano nel ciclo infinito della luce. La luce si materializza e la materia si fonde con il tutto sotto forma di energia per iniziare un nuovo ciclo, e così si ripete, in una spirale infinita che cambia solo sulle superfici, una dopo l'altra, riconfigurandosi e rinascendo mille volte. modi ma con le stesse facce... tenebre, luce, fanno parte della stessa moneta, della stessa foglia: l'esistenza. Detto questo, le foglie di pioppo argentato con le quali ho deciso di dare le ali a Maria sono state legate a questa rappresentazione dell'esistenza fin dall'antichità, da una parte la foglia di pioppo illumina e dall'altra l'oscurità... uno stato legato a Ecate, a quella presenza che da tempo immemorabile media tra i due mondi, che ha sperimentato e raccolto informazioni per molti irraggiungibili attraverso gli evos... Madre maga onnipotente, Dea della vita e della morte il cui nome è cambiato molte volte nel corso degli anni, di le varie culture, così come la sua rappresentazione fisica nel mondo che conosciamo. Invocata, temuta, lodata, la sua potente "presenza" -al di là del bene e del male- abbraccia l'unicità e si fonde nell'esistenza stessa, mentre il suo immenso potere si impadronisce di tutto nelle notti di luna nuova per celebrare, elevare la magia e rimanere immutabile anche nei nostri tempi più materialistici."
## link all'immagine da scaricare:
https://drive.google.com/file/d/1lVC-7afYDK847J6_um4r4rsgg3E6-c0Z/view?userstoinvite=spacedivers@gmail.com&ts=621e6e75
## note:
Hécate é la madre di tutti gli incantesimi e le maghe, è la Madre Terribile che agisce dal profondo della psiche (secondo Jung).
La dea Ecate era uno dei nomi principali della Madre Primordiale, l'Antica, la maga, la strega, l'enigmatica dea del Paleolitico. La nonna della triade Madre. Ogni territorio ha chiamato l'energia di questa Madre Primordiale in modo diverso, Heket nell'Egitto ancestrale, Ecate nell'antica Grecia, Trivia a Roma, Ixchel,... sono alcuni dei nomi con cui è conosciuta. Ma i loro caratteri personali sono quasi gli stessi.
Il nome Ecate deriva dalla dea levatrice egiziana Hequit, Heket o Hekat. L'Heq era il matriarcato tribale dell'Egitto predinastico, presieduto da una donna saggia. Heket era una dea dalla testa di rana collegata allo stato embrionale in cui il grano morto si decomponeva e iniziava a germogliare. Era anche una delle ostetriche che ogni mattina assistevano alla nascita del sole.
I culti popolari che la veneravano come dea madre la integrarono nella mitologia greca. Inoltre, man mano che l'adorazione di Ecate cresceva, la sua figura fu incorporata nel successivo mito della nascita di Zeus come una delle ostetriche che nascosero il bambino, mentre Crono consumava la roccia finta che Rea le aveva dato.
All'inizio appare ne La Teogonia come la figlia di due Titani: Perse e Asteria. Erodoto la chiama Atena e ci dice che le sue sacerdotesse, della tribù Pedasean, si fecero crescere la barba quando colpì il disastro. Aiuterà anche Persefone. In Esiodo non ha carattere infernale. Appare nell'inno omerico aiutando Demetra come l'unica in grado di ascoltare Persefone rapita negli inferi.
Nell'Alessandria tolemaica finirebbe per acquisire le sue connotazioni di dea della stregoneria e il suo ruolo di "Regina dei fantasmi", nella cui triplice veste fu trasmessa alla cultura post-rinascimentale. "Regina dei fantasmi" è un titolo associato a Ecate a causa della convinzione che potrebbe sia impedire al male di lasciare il mondo degli spiriti, sia consentire a detto male di entrare.
Il cane è l'animale più comunemente associato a Ecate, che a volte è chiamato il "cane nero". La sua stella è Sirio ed è anche associata ai cani che abbaiano alla luna. Si credeva che, nelle notti senza luna (luna nera o luna nuova invisibile), vagasse per la terra con un branco di cani spettrali e ululanti che hanno preceduto la sua apparizione. A volte dicono che ulula come i cani che lo seguono. Nella Turchia occidentale, in Caria, i suoi fedeli sacrificavano cani in suo onore ed eseguivano rituali orgiastici.
Fu responsabile di incroci e guadagnò notorietà in Grecia come fonte di stregoneria. Ecate aveva un ruolo speciale all'incrocio di tre vie (o curiosità), dove i greci collocavano pali con maschere di ciascuna delle loro teste rivolte in direzioni diverse. La funzione di Ecate al crocevia deriva dalla sua sfera originaria di dea delle terre selvagge e delle aree inesplorate. Ciò ha portato a fare sacrifici per viaggiare in sicurezza attraverso questi territori. Questo ruolo è legato a quello di Hermes, dio dei confini.
Dicono che si prenda cura di sviare i viaggiatori quando si trovano a un bivio. Si credeva che Ecate e il suo branco di cani apparissero in questi spazi appartati, che erano luoghi demoniaci e spettrali per i viaggiatori. Con Hermes era la custode del crocevia dove non si conosce la retta via. Lì furono erette statue a forma di donna con tre corpi o tre teste. Erano molto abbondanti, in passato, nei campi, e ai loro piedi venivano poste offerte. Essendo al crocevia puoi guardare al passato, al presente e al futuro. Uno dei suoi aspetti è rappresentato in Roman Trivia.
Ecate è la versione greca della Trivia ("tre percorsi") della mitologia romana. Nel VII secolo, Elegio ricordava alla sua congregazione appena convertita nelle Fiandre che "nessun cristiano dovrebbe pagare o mantenere alcuna devozione agli dei della banalità, dove si incontrano tre strade, a ventagli o rocce, o fontane o boschetti".
La mitologia a volte ci parla anche di Ecate come una delle dee meno conosciute, la figlia più giovane di Zeus, che era stata la dea della Luna. Zeus riconosce i suoi poteri e i suoi antichi privilegi. Esiodo sottolinea che Ecate era l'unica figlia di Asteria, una dea stellare sorella di Leto, madre di Artemide e Apollo. La nonna di questi tre cugini era Phoebe, l'antica Titanessa che personificava la luna. Ecate era una ricomparsa di Febe, e quindi una dea lunare, che si manifestò nell'oscurità della luna.
Esiodo, in Teogonia 410-414, dice:
Asteria concepì e diede alla luce Ecate, che Zeus, figlio di Crono, onorò al di sopra di tutti gli dei, riempiendola delle più compiute misericordie. La sua autorità a riempiendolo con le mercedes più soddisfatte. Il suo potere abbraccia la Terra e il mare sterile; ma i suoi privilegi non finiscono qui, ma li ha anche nel Cielo stellato, ed è tra tutti rispettata dalle divinità immortali.
Zeus gli diede la sua parte nella terra, nelle acque e nel cielo stellato. È anche chiamata "la lontana" e "il lupo", e se si ascolta Esiodo è una delle figlie della Notte. Sua madre Asteria sarebbe la sorella di Leto, la madre di Apollo e Artemide.
Ecate fu servito con cura:
Anche ora, quando qualcuno degli uomini della terra li propizia, celebrando magnifici sacrifici secondo la consuetudine, invoca ripetutamente Ecate. Molto facilmente ottiene grande onore le cui suppliche la dea accetta volentieri e gli concede prosperità poiché è nelle sue mani.
Estese la sua benevolenza a tutti gli uomini, concedendo i favori che gli vengono chiesti in tutti i campi (prosperità materiale, dono dell'eloquenza, vittoria nelle battaglie e nei giochi, ecc.) perché il suo potere è immenso.
Ecate aveva un ruolo e un potere speciali nei cimiteri. Nell'Ade godeva di grande autorità, perché era conosciuta come la regina invincibile e presiedeva le cerimonie di espiazione e purificazione delle ombre a cui era permesso riparare le azioni malvagie della sua vita passata. Ferea era un soprannome per Ecate. Tra le sue numerose sacerdotesse c'erano Medea e Circe.
La poetessa Saffo la chiamò "La regina della notte". C'è un'immagine in cui questa dea porta due torce nelle sue mani, illuminando l'oscurità. Forse Saffo la chiamava così per via dell'intuizione che le permette di vedere la forma delle cose invisibili. A volte Ecate appare con tre teste, come Cerbero, e con sei braccia, quasi a ricordare la dea indiana Kali.
*** La dea Ecate non è né cattiva né buona, è doppia, ha un carattere violento e crudele, se si offende. È anche legato al sangue mestruale che originariamente era considerato sacro e misterioso. È l'energia vitale, cosciente e primordiale della terra, se la identifichi come la Signora delle Bestie. Era la dea viaggiatrice, la dea della caccia, la patrona delle terre selvagge.
È un mondo sotterraneo in cui può trasformarsi se offesa, ritirando poi la sua luce. Come unità primordiale della dea madre, essa divide e acquisisce in Ecate la personalità oscura.
Qui, vedere piú de il suo potere: https://www.facebook.com/1603504423301794/photos/h%C3%A9cate-la-diosa-de-las-brujas-h%C3%A9cate-es-una-diosa-de-luz-y-oscuridad-del-bien-y-/2283775005274729/
## ricerche:
https://docs.google.com/document/d/1ySZoa661ZfsUBC0N5rde1KcCbGxd5pbEXn5ORQ0f46A/edit
## TESTO COLLABORATIVO:
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# WIM (Serste)
## link all'immagine da scaricare: https://drive.google.com/file/d/1exCQFqWjoPaVAo4fE8BAD7Y4Z6dxnZGq/view?usp=sharing
> []questa la copio su perché è sempre di MARY
## note:
water is the mother: viviamo aggrappati in un grumo di Acqua, roteando nel freddo secco dell'universo.
## ricerche:
## TESTO COLLABORATIVO:
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