****# Interviste Impossibili - Marie Curie
#### Teatro
intervista a Maria Sklodowska Curie (6a stesura) intervistatrice: Anna, studentessa universitaria fancazzista.
intervistata: Maria, donna anziana, vestita vistosamente. Ha in mano un flute mezzo pieno e nell’altra una bottiglia di champagne quasi vuota.
In scena: un tavolino/bar con bottiglie piene di bevande analcoliche,un floute di plastica,due sedie molto distanti. Una è vuota, l’altra è occupata da Anna che nell’attesa scrive messaggi col cellulare. Accanto alla sua sedia, in terra, uno zainetto. Maria entra canticchiando, ancora dietro la quinta, l’inno nazionale.
Anna (alzando gli occhi al cielo): Finalmente!(si alza e va incontro a Maria con la mano tesa).
Maria(urlando): Non si avvicini! Il mio corpo è terribilmente radioattivo! non lo sa?
Anna ( alza le mani e girandosi verso la sua sedia): Pure radioattiva oltre che mezza ubriaca! (torna a sedersi sulla sua sedia prende un foglio dallo zainetto e legge con un sorriso finto stampato in faccia. Anche Maria siede) Buongiorno, Professoressa Marie Curie
Maria (sorpresa): Grazie. Non mi accade spesso che mi chiamino Professoressa; di solito si limitano a Madame Curie.
Anna: Beh? immagino perchè in Francia tutti sono Monsieur e Madame
Maria: No,no, no. Secondo me è perchè sono una donna. Comunque(la squadra dalla testa ai piedi), signorina, il mio nome è Maria Salomea Sklodowska Curie. Ho voluto mantenere anche il mio cognome. Lei è?
Anna:(asciutta) Anna. Studentessa universitaria. Scrivo dei pezzi sul Genova University Press. Stavolta dovrò scrivere un articolo su di lei.
Maria(sorridendo): Brava. Apprezzo molto queste iniziative.
Anna( senza alcun entusiasmo): Veramente lo faccio solo per prendere almeno uno stiracchiato 18 agli esami. Cominciamo?(Maria fa un cenno con la mano e Anna leggelegge) Professoressa, Lei è considerata la donna dei primati: la prima donna ad avere una cattedra alla Sorbona ed è stata anche la prima e unica donna insìgnita di 2 Nobel... Maria: insignita.
Anna:E’ lo stesso.Uno per la fisica ed uno per la chimica.
Maria: Cara ragazza, ad essere precisi sono stata anche la prima ricercatrice che ha allattato le proprie figlie in quel bugigattolo che era il suo luogo di lavoro, pieno di polvere di pechblenda, un materiale di scarto, che pestavo e rigiravo in un pentolone a tonnellate. Con le mani preparavo i miei esperimenti e contemporaneamente con un piede facevo dondolare la culla della mia Irène. Ho avuto due figlie femmine, ringraziando Nostra Madre Natura. Anna(sorpresa): Cosa? Ha detto “ringraziando Madre Natura”...Non si dice “ringraziando Nostro Signore”? Lei non crede in Dio?
Maria: E Lei, Anna, crede in Babbo Natale? oh! Mi perdoni: ho risposto alla sua domanda con un’altra domanda. Disdicevole per una donna intelligente. Mettiamola così: Dio è il Babbo Natale degli adulti!
Anna(da un’alzata di spalle e fa l’espressione di non aver capito; riprende a leggere): ricordo che al primo anno di superiori lessi un libro che parlava della scoperta del Radio da parte Sua e del Professor Curie. Un racconto strappalacrime con Lei che rimestava continuamente nel calderone...
Maria: Ecco, vede? Le donne a rimestare sempre! Non sa quante volte ho sentito insinuare che i risultati scientifici ottenuti non erano dovuti che a mio marito e che io non ero che una semplice assistente
Anna: Quindi il mito della signora vestita di scuro... che lavora giorno e notte...
Maria(la interrompe bruscamente): E’ assolutamente falso! Amavo recarmi spesso a teatro e a divertirmi...soprattutto col mio amico Albert.
Anna: Albert... chi?
Maria: Einstein!
Anna(sorpresa): ...azz!
Maria: Eravamo molto legati da una profonda amicizia anche se a lui forse questo non bastava...ma.. che vuole? ero già così impegnata tra lavoro, marito,figlie .Mi capisce?
Anna: Sì,sì, certo!
Maria:Mi scusi la domanda...è che sono sempre stata abituata a trattare con uomini che spesso alla prima... non afferrano.
Anna: (guardando spaesata il suo foglio)Professoressa Curie...aspetti un attimo... mi sa che dovremo fare un passo indietro.
Maria: Indietro? Mai! Avanti, ragazza mia! Noi donne abbiamo il dovere di guardare sempre avanti!
Anna: sììììì...okkey! Io mi riferivo solo alla sua famiglia di origine:(legge) essendo suo padre un insegnante di matematica presumo che abbia voluto per i figli una buona preparazione.
Maria: Certamente. Fu mia madre, insegnante anche lei, ad impartire lezioni a noi figli.
( malinconica) Purtroppo è mancata molto giovane.Tutto ciò che ho appreso da lei l’ho trasmesso alle mie figlie.(si riprende) Sappia che una volta dopo il diploma, in Polonia non era permesso alle ragazze iscriversi all’università e la mia famiglia non aveva certo le risorse necessarie per farci studiare all’estero quindi io e la maggiore delle mie sorelle, Bronia, stringemmo un patto: io sarei andata a servizio come governante presso famiglie ricche ed avrei mantenuto mia sorella in Francia fino alla laurea in medicina; una volta che fosse sistemata, Bronia mi avrebbe ripagato nello stesso modo.
Anna (dubbiosa a Maria) e funzionò?
Maria: Certamente! Noi donne siamo molto più affidabili degli uomini. Con mio fratello, nonostante tutto il bene che gli voglio, non lo avrei mai fatto.
Anna: A proposito di Francia...c’era una domanda....ah eccola: mi può parlare del suo incontro a Parigi con il Professor Pierre Curie?
Maria: Incontrai Pierre tre anni dopo essere arrivata a Parigi. Nonostante avesse 35 anni era un gran bell’uomo. Diventammo subito amici; anche lui era ateo come me. Ci innamorammo... ma ci mise un po’ a convincermi a sposarlo essendo io molto riluttante a perdere la mia libertà. Durante la cerimonia ci rifiutammo di scambiarci le fedi matrimoniali. All’Ufficiale venne quasi un infarto! (ride)
Anna (ridendo, sempre più conquistata dalla vecchia): Questa sì che è una fig, uno scoop!
Maria: Anna, noi donne ne abbiamo di armi contro il conformismo e l’ottusità maschile però... spesso non le sappiamo usare. Ma confido molto nelle future generazioni. Anna(ormai infervorata): Ci può giurare!
Maria: Poco dopo il matrimonio io e Pierre scoprimmo due nuovi elementi: il Radio e il Polonio, che chiamai così in onore della mia patria.
Anna: ...e di conseguenza arrivò il Premio Nobel.
Maria: Sì, e finalmente ottenemmo dei fondi. Purtroppo Pierre morì tre anni dopo, a causa di un incidente, e mi lasciò con le mie piccole figlie nate in mezzo alla radioattività. Allora non pensavamo che facesse così male alla salute; infatti sia io che mia figlia Irène morimmo abbastanza giovani di leucemia ma l’altra figlia visse fino a 103 anni.
Anna: quando vinse il secondo premio Nobel quindi Lei era già vedova...
Maria: Vedova e molto chiacchierata.Se non fossi stata donna, tutto quel polverone che si alzò allora di certo non ci sarebbe stato.
Anna: Ma di che parla? non la seguo...
Maria: Allora avevo una storia clandestina con un altro scienziato, Paul Langevin, sposato e con figli. Sua moglie,gelosissima, fece scassinare il pied-à-terre dove noi ci incontravamo, rubò delle lettere appassionate che Paul mi aveva scritto, le consegnò ai giornali che le pubblicarono proprio alla vigilia della mia premiazione all’Accademia svedese. Anna(eccitata): chissà che scandalo!
Maria(ridacchiando divertita): Uno scalpore incredibile! Era la prima volta che uno scienziato faceva scandalo con una scienziata. Mi descrissero come una...diciamo... poco di buono. Per di più l’Accademia Reale delle Scienze mi scrisse una lettera invitandomi a non presentarmi alla cerimonia di Stoccolma per non mettere in imbarazzo il re.
Anna (sorpresa): Nooooo! Se potessi pubblicare quella lettera! Avrei già la laurea in tasca! Maria( tira fuori una lettera da una tasca): Eccola qui. La tenga pure. E’ il mio regalo per il suo successo ( la apre e gliela passa)
Anna(legge in silenzio):Volevano toglierle il premio!?
Maria: (seria): Eggià! Che ipocriti! Il re di Svezia Gustav V non aveva molto di cui scandalizzarsi dato che poco dopo fu ricattato per aver sedotto un bel giovanotto.
Anna: Ah! E dopo aver ricevuto questa lettera, Lei cosa fece?
Maria: Andai a ritirare il mio premio.
Anna:(ripiegando la lettera e infilandola nello zainetto) Grazie(micro pausa), Maria.
Buio