<h1>Pascoli</h1> Nasce a San Mauro di Romagna il 31 Dicembre 1855. Muore a Bologna il 6 Aprile 1912. Si chiude nel suo nido per proteggersi dalla società. Guarda tutto con occhi da bambino per avere una visione pura e senza sovrastrutture Tutto ciò che è la poetica di pascoli la troviamo nella poesia "Il gelsomino notturno" Tende a fare similitudini con elementi della campagna <h2>Il gelsomino notturno</h2> E s’aprono i fiori notturni, nell’ora che penso a’ miei cari. Sono apparse in mezzo ai viburni [1] le farfalle crepuscolari. Da un pezzo si tacquero i gridi: là sola una casa bisbiglia. Sotto l’ali dormono i nidi, come gli occhi sotto le ciglia. Dai calici aperti si esala l’odore di fragole rosse. Splende un lume là nella sala. Nasce l’erba sopra le fosse. Un’ape tardiva sussurra trovando già prese le celle. La Chioccetta per l’aia azzurra va col suo pigolìo di stelle. Per tutta la notte s’esala l’odore che passa col vento. Passa il lume su per la scala; brilla al primo piano: s’è spento... È l’alba: si chiudono i petali un poco gualciti; si cova, dentro l’urna molle e segreta, non so che felicità nuova. [1] viburno: arbusto mediterraneo molto amato all'inizio del 1900 <hr> <h2>X agosto[2]</h2> San Lorenzo[3], io lo so perché tanto di stelle per l'aria tranquilla arde e cade, perché sì gran pianto nel concavo cielo sfavilla.   Ritornava una rondine[4] al tetto: l'uccisero: cadde tra spini:[5] ella aveva nel becco un insetto: la cena de' suoi rondinini. Ora è là, come in croce, che tende   quel verme a quel cielo lontano; e il suo nido è nell'ombra, che attende, che pigola sempre più piano. Anche un uomo tornava al suo nido: [6] l'uccisero: disse: Perdono;   e restò negli aperti occhi un grido: portava due bambole in dono… Ora là, nella casa romita[7], lo aspettano, aspettano in vano: egli immobile, attonito, addita   le bambole al cielo lontano. E tu, Cielo, dall'alto dei mondi sereni, infinito, immortale, oh! d'un pianto di stelle lo inondi quest'atomo opaco del Male! [8] [2] X: 10 scritto in numero romano per rappresentare una croce --> Andrà a parlare del sacrificio di un uomo per gli altri [3] San Lorenzo: È il 10 Agosto, la notte delle stelle cadenti che rappresentano l'universo che piange [4] Rondine: raffigura un genitore che si sacrifica per la propria famiglia [5] La metefora della famiglia torna con il simbolo del nido [6] Il papà che torna da lavoro con una sorpresa per le figlie: 2 bambole [7] Romita: solitaria, lontana [8] Ritorna "circolarmete" all'inizio della poesia a parlare dell'universo Personifica il cielo chiamandolo "E tu..." Anche il cielo così lontano inonda il mondo "atomo" con il pianto "stelle cadenti"